xname

Fino a qui tutto bene

— Posted by xname @ 19:11

Ricordo vagamente in un film, non so piu' quale, due personaggi dialogare a proposito del baratro.
"Fino a qui tutto bene", diceva un uomo cadendo da un grattacielo, mentre i piani passavano ed il suo corpo fendeva il vuoto. 

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La Città Sottile

— Posted by xname @ 22:26

Tu chi sei, città non città
che vivi appesa in giù alle tue corde d'aria ferma.
Travi, tubi senza dimensioni,
freddi quarzi invecchiati.
I tuoi mille ascensori di carta velina
che vanno su e giù senza posa,
nessuno che scende, nessuno mai sale.

Sottile non città che reggi tutto su niente :
ogni retta poggia su se stessa,
ogni curva su se stessa,
assurdi equilibri spostati.
Luci opache le tue rare stelle,
il tuo sole è spirato.

Che altro ti resta se non l'uomo nudo
che io vedo ogni giorno
quel pazzo padrone,
poeta o predone che vive sull'ultima trave.
Si frega le mani poi ride, o non ride...
saltella leggero
dal trave a una curva

ma oggi l'ho visto tuffarsi nel vuoto
così d'improvviso
però non so dire
se urlasse o ridesse.

Qui il vento non soffia i rumori ma c'è il silenzio
che sa scrivere nell'aria ferma.
Sottile non città fra i tuoi perenni grigi sola. 


no title

— Posted by xname @ 07:39

Vorrei arrivare laddove non vedo


Agonia

— Posted by xname @ 20:11

Girerò per le strade finchè non sarò stanca morta
saprò vivere sola e fissare negli occhi
ogni volto che passa e restare la stessa.
Questo fresco che sale a cercarmi le vene
è un risveglio che mai nel mattino ho provato
così vero: soltanto mi sento più forte
che il mio corpo, e un tremore più freddo accompagna il mattino.

Sono lontani i mattini che avevo vent'anni.
E domani, ventuno: domani uscirò per le strade
ne ricordo ogni sasso e le strisce di cielo.
Da domani la gente riprende a vedermi
e sarò ritta in piedi e potrò soffermarmi
a specchiarmi in vetrime. I mattini di un tempo,
ero giovane e non lo sapevo, e nemmeno sapevo
di esser io che passavo. Una donna, padrona
di se stessa. La magra bambina che fui
si è svegliata da un pianto durato per anni:
ora è come quel pianto non fosse mai stato.

E desidero solo colori. I colori non piangono
sono come un risveglio: domani i colori
torneranno. Ciascuno uscirà per la strada,
ogni corpo un colore. Perfino i bambini.
Questo corpo vestito di rosso leggero
dopo tanto pallore riavrà la sua vita.
Sentirò intorno a me scivolare gli sguardi
e saprò di esser io: gettando un'occhiata,
mi vedrò tra la gente. Ogni nuovo mattino
uscirò per le strade cercando i colori.

Cesare Pavese

 

One of my sisters sent me this poetry...


Applicare quando e' in erezione

— Posted by xname @ 20:49

La cosa che odio di piu' del mio lavoro sono le application...

Una vera tortura, per chiunque. Perche' dovrei descrivere, documentare, spiegare etc etc etc?

Una volta estratto dalla confezione comprimere il serbatoio all'estremita' in modo che non vi rimanga aria... 

Sveglia alle 9, pimpante. Az, oggi devo finire quell'application. Mmm, mi vien quasi voglia di far le pulizie, piuttosto. Potrei lucidare il Chequepoint, 5 piani di casa, tanto per cominciare. Inizio a tirar dadi, cosi' per sport.

 Si desea una lubrification addicional...

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Serpente

— Posted by xname @ 08:06



Sono prigioniera in una lingua che non e' la lingua di nessuno


The Holy Church of Ubik

— Posted by xname @ 05:09

A present...

Today i got this print as a present...


INTEGRATIE

— Posted by xname @ 01:40

Il mio carattere, con l'esperienza dell'emigrazione, e' peggiorato.

Da una parte sono piu' aggressiva, intollerante, con scarsa capacita' di attenzione e spiccata attitudine a pensare che il mio interlocutore probabilmente non capira', non sa di che parlo, la sua visione e' limitata.
Dall'altra la mia follia congenita ha trovato uno sbocco professionale, qualche riconoscimento, un fottuto spazio ai margini del sociale. Una plausibile integrazione. Integratie.
Oggi lavoravo con un artista cinese, il computer che gli stavo settando aveva una password, a dir poco ilare: integratie. Significa integrazione in olandese, e suona troppo vicina alla parola deportatie, che e' molto in voga nel clan della foreign police.
Ottimo, ho pensato io. Ottimo, deve aver pensato lui, che non spiccica una parola di inglese.

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io_e_lui

— Posted by xname @ 00:03

 

Alba, prima della separazione.

 


Nello stesso fiume, invero, non e' possibile entrare due volte

— Posted by xname @ 08:35

[Il dio] disperde e di nuovo raccoglie, e si avvicina e si allontana.

xname looking at eraclito in the electric bowl

Physical, virtual body mutilated, beaten up.
I read books, melancholic.

Cio' che si oppone converge, e la piu' bella delle trame si forma dai divergenti; e tutte le cose sorgono secondo la contesa. 

ἁρμονίη ἀφανὴς φανερῆς κρέσσων

Mi abbraccia Eraclito, lui poeta, io cojona.

Il mondo di fronte a noi - il medesimo per tutti i mondi - non lo fece nessuno degli dei ne' degli uomini, ma fu sempre, ed e', e sara', fuoco sempre vivente, che divampa secondo misure e si spegne secondo misure.


Sarajevo

— Posted by xname @ 01:25

The following are hand written notes from July 2004, when i was travelling between Mostar and Sarajevo. I publish the original text, in italian.

Sarajevo e' circondata dai monti. Per quattro anni e' stata bombardata, senza acqua, elettricita'. Una strada porta a nord, una a sud, una ad est ed una ad ovest.
La biblioteca e' distrutta.
Una sorta di ponte tra est ed ovest.
Ad est affondano le radici.
Come Alessandria, come Baghdad.
La negazione dell'origine, dei numeri, dei segni, di tutto.
Chi non ha passato vuole possedere la storia.
La cultura e' un mistero.
La tecnologia appare come un miraggio, scissa dalla magia, figlia di una scienza che da sola non basta.
Cento bombe al minuto, il tempo di contare.
Le nazioni unite, il cibo e gli avanzi del Vietnam. 

Most significa ponte.

La citta' e' distrutta. All'una si sente il mojadin, o come si scrive, il canto musulmano, un lamento al posto delle squillanti campane. E' poetico. La gente si da' allo struscio. Vi e' ancora voglia di festa, ed allegria.

Sarajevo e' dignitosa, pulita, smagliante. Hanno distrutto il centro. Le famiglie sono un po' smembrate. Ma unite. Il monte Ivan separa l'Erzegovina dalla Bosnia. Questo monte blocca il clima mediterraneo al di la'. Un tunnel di poco piu' di seicento metri separa due regioni dal clima completamente diverso. L'Erzegovina e' rocce, macchia mediterranea, montagne scoscese. La Bosnia e' invece continentale, piu' fredda, collinosa. Mitteleuropea. Siamo sui Balcani. E' una piccola citta', lunga e stretta.
La macina comune fronteggia il cimitero sullo collina.
La macina e' una gigante costruzione in cemento grigio.
Il pane e' buono, ora. 

If you want to know more, read my dream from those days! 


Che mi sia tolto il mio, patir non soglio

— Posted by xname @ 02:04

Volta il cavallo, e ne la selva folta
lo caccia per un aspro e stretto calle:
e spesso il viso smorto a dietro volta;
che le par che Rinaldo abbia alle spalle.
Fuggendo non avea fatto via molta,
che scontrò un eremita in una valle,
ch'avea lunga la barba a mezzo il petto,
devoto e venerabile d'aspetto.

Dagli anni e dal digiuno attenuato,
sopra un lento asinel se ne veniva;
e parea, più ch'alcun fosse mai stato,
di coscienza scrupolosa e schiva.
Come egli vide il viso delicato
de la donzella che sopra gli arriva,
debil quantunque e mal gagliarda fosse,
tutta per carità se gli commosse.

La donna al fraticel chiede la via
che la conduca ad un porto di mare,
perché levar di Francia si vorria,
per non udir Rinaldo nominare.

Il frate, che sapea negromanzia,
non cessa la donzella confortare
che presto la trarrà d'ogni periglio;
ed ad una sua tasca diè di piglio.

... 

La donna al traditore a piè d'un monte
tolse l'indegna vita a suo grande agio;
che d'altro aiuto quel non si provede,
che d'alti gridi e di chiamar mercede.

... 

Spesso di cor profondo ella sospira,
di pentimento e di dolor compunta,
ch'abbia in lei, più ch'amor, potuto l'ira.

- L'ira (dicea) m'ha dal mio amor disgiunta:
almen ci avessi io posta alcuna mira,
poi ch'avea pur la mala impresa assunta,
di saper ritornar donde io veniva;
che ben fui d'occhi e di memoria priva. -

Queste ed altre parole ella non tacque,
e molto più ne ragionò col core.
Il vento intanto di sospiri, e l'acque
di pianto facean pioggia di dolore.
Dopo una lunga aspettazion pur nacque
in oriente il disiato albore:
ed ella prese il suo destrier ch'intorno
giva pascendo, ed andò contra il giorno.


Sogni Opachi

— Posted by xname @ 12:38

U'altra notte di sogni opachi, tempo rallentato di un terzo, attese, abbandoni.

Se nn avessi mai sofferto di insonnia, mia compagna di infanzia, sarei una persona molto diversa. A volte provo ad immaginarmi, serena ed equilibrata, quell'altra io che non e' mai nata, o e' sbocciata senza fiorire.

Penso a tutti i libri che ho letto, alle mie esperienze oniriche, alla paura della noia durante la veglia... Penso al terrore silenzioso, ai luoghi immateriali in cui torno e continuo a tornare da anni, alla memoria che ho in dimensioni altre. Ricordo la donna in viola, le citta' collage dal cielo blu elettrico, le montagne marroni e la ferrovia in mezzo al mare.

Ora vivo in cima ad un palazzo piuttosto antico, pieno di simboli e triangoli. Dalle finestre vedo i tetti che nessuno vede, strane cupole e torri, luoghi di culto non ufficiali, un'Amsterdam segreta e sommersa. 

Gli uccelli della citta' si lavano, al mattino, di fronte al mio davanzale. Forse questo mi aiutera' ad imparare a volare.


return 0;

— Posted by xname @ 01:26

A volte la sensazione di aver perso una parentesi prende il sopravvento.

Che sia noia, o paranoia, poco cambia. Entro un loop, tutto continua a girare. Si puo' sopravvivere girando. Si puo' sopravvivere con il solo movimento, non e' necessario l'accumulo. Anche la testa gira. Prosegue all'infinito:

for (;;)


Mi sorprendo spesso a pensare che le 'cose', alcune cose - fatti - persone - situazioni, possano durare all'infinito. Mi guardo intorno, e riconosco e discerno l'instabilita' insita nelle costellazioni e ambienti che mi circondano. Cerco qualcosa di consistente. Decido di studiare il linguaggio C, perche' ha una storia di circa 30 anni, come me. Saremo consistenti assieme? Chissa'. Qualcuno lo paragona al greco, questione di classicismo, antichita'. Io sussumo righe di codice convinta di poterle applicare alla realta'. E' ovvio, deve per forza funzionare. Nel greco antico la costruzione logica della frase si basa spesso sul 'men' ... 'de', ovvero 'da una parte'....'dall'altra', il che non e' proprio un se/allora, quanto piuttosto un discorso di possibilita' concomitanti, diverse sfaccettature, prospettive e angolazioni. Contemporaneita'. La programmazione e' processuale, tenta di prevedere ogni possibilita', ma l'esecuzione comporta una scelta esclusiva. Ogni programma ha un inizio, un risultato, ed una fine. La continuita' e' un ciclo, dal quale e' possibile uscire, con un semplice, ma chiaro:

break;

Per imparare e' necessario mettersi in gioco, concedere a se' stessi la possibilita' di cambiare, compiere un viaggio esplorativo in un contesto anche statico.

Ogni nuova disciplina, o nozione, contiene all'interno un piccolo Graal, ambito e nascosto. Il Graal e' quella porzione di conoscenza dal pattern universale, traducibile in infiniti contesti.

Si torna all'infinito. 

Il Chequepoint e' finalmente, nuovamente, online. Tralascio le peripezie, gli incantesimi ed i sotterfugi. Gioisco. Mi inchino di fronte all'hacker dei telefoni che quest'oggi e' venuto a trovarmi in tenuta da sommossa. Ripenso con volutta' al quadro di comando, alle 45 possibilita', ai due cavi del telefono che il principe della telefonia muoveva sotto i miei occhi colmi di ammirazione. Ho un debole per gli hackers, mi eccitano. Non posso farci nulla, e' cosi', e li riconosco ad occhi chiusi.

"Non dire nulla...

...my heart is almost exploding!"

"Chiamami quando vuoi..." 

Ci puoi contare caro, certe cose io non le dimentico. Imparo, condivido, e ripongo il mio maestro nel cuore, per sempre. Sempre??

Ahi, ahi... "Xname, be quite!"

Una illuminazione mi e' giunta da un uomo-voce-umana, a fatica raggiunto dopo ore di pseudo colloquio con una voce registrata, dalla compagnia internet-provider-dell-olanda (eravamo-fichi-ma-abbiamo-fatto-i-soldi-ora-tu-paghi-e-suchi // chi capisce a chi mi riferisco vince un premio). Dico: "Ah grazie, quante belle cose mi date, ma quanto durano? Dico, ok, se l'abbonamento finisce, posso continuare ad utilizzare, chesso', le mail, oppure..."

L'uomo diventa quasi robotico, come i suoi colleghi fatti di pitch.

"Tutto dura finche' uno paga."

Mi scuso, umiliata dalla mia ingenuita'. La butto sul personale "Tendo a credere ci siano... mmm, tendo a credere esista l'eterno, almeno nel servizio mail..." Per non parlare di altre cosette altrettanto, o piu', delicate... Cerco di fargli capire al volo che ho avuto qualche trauma da bambina, dunque ho in testa idee bizzarre, che girano spesso in loop.

Incasso, e porto a casa. Faccio un respiro profondo, mi sento, improvvisamente, osservata.  Sono, tra 'parentesi', al lavoro, in un laboratorio di arte e informatica (?!).

La lezione e' semplice, e la ripasso pedalando verso casa: l'infinito esiste, c'e', ma costa, costa molto, e lo paghi caro tutta la vita.


My Cybersex Experience

— Posted by xname @ 02:23

Some days ago, i visited a friend out of Amsterdam to work together on a project. The idea was to spend few days there asking him to accomplish the following mission: saving myself from myself. I thought it was a hard job. When i got there, i was fevering.

It is night. Someone invites us for a jazz concert. I can rattle on the chair, but no more. I tell him to go, i am fine, bla bla, i am happy to wait. He goes.

As soon as he is out, i see some of my cardinals monsters walking around the house, talking to me from the ceiling. I am still on the same chair, by now almost attached to it. I imagine he will find me exactly there, when back.

At a certain point i get distracted. My computer is looking at me. Don't take me wrong, don't think i am maniac, but i suddenly felt a bit excited, and the monsters started slowly to zoom out.

I jump on the machine, enter in Second Life...
Mi faccio un giro.

I am running around naked with socks and hat and gloves, how i like it. In Second Life you can fly and  teleport. I decide to fly.

I get to a place quite chic and yuppie, someone tells me avatars without clothes are not welcome there. I tell him a am a newbie, and i like to be naked, but also that i am quite excited, so i was wondering whether and how it is  possible to get some sex there, and how it works. He answers me i am in the wrong place, but there are hot zones in Second Life. I get dressed and look for a quite place to make a picture of myself. You normally see your avatar's back, and the others are seeing your front.

It is a strange world i am in.

I play with its limits...

I finally get to a crowded place, a group of horny people is gathering. I try to talk to them. They do not seem disturbed. Everybody else i met, i proposed some cybersex, but no one accepted. Most of the people thought i was a man. Ahah, i can see that from the dirty things you say. Sob! I wish you could see me dude. Everybody is making business here. I wanted to have sex. Is this that strange? Some other people ask me if i wanted to have money for that. Noo, i just want to have fun with you. Is that so rare? I want you to enjoy me. Noway. People do not trust things for free.

Finally i am surrounded by a hot bounce of people. I start talking to them, and i manage to intrigue an avatar, the macho wearing a white shirt you can see on the picture below. We talk a bit, about various topics (it looks like we both need a certain emotional ingredient to get horny). He is interested in some sexual behavior, but, like me, he does not know how to do that. One thing is clear to him: if we have to do something, that has to happen in a more intimate environment. We walk away.  

I start immediately provoking him with any kind of crazy fantasy that comes to my mind, following the right pattern. He gets into the game and makes his part. The funny thing is that: it is a textual, imaginative sexual experience. The avatars, when we talk, which is a chat talk, are there standing and digitizing, while, when you are in the game, balloons with your words are appearing over your head. These balloons are not there when you make a still from inside the game. Every avatar around can see the words. I say that to specify we are actually at the climax of a fuck in the quite picture you can see here.

We enjoy this mental trip while various people around start looking and us. At a certain point a spanish boy comes around. I tell him not to disturb, we are having sex, but if he wants to help out...

At this point my partner, i do not say his name for privacy reasons, stops everything. I cannot do that, he says. If it was with two women, that would be another story, but with a man, i am sorry, i cannot.
Come on, let it go, we are in virtual life...

Nothing to do, his dogma is very strong. We continue alone. When we are both satisfied, i am about to teleport away, but i spend some time in a friendly conversation post-coitus with him. And here i understand it was not a game, it was not a second life. The man i just had lives in Belgium, speaks dutch, and, especially, he is a software programmer. 

I run away. Always the same stories. With all the people that are in this second world, look at what is happening to me! While teleporting, someone gifts me a dollar! Oh my God... This is the first time i earn some money with sex! Bizarre... i wonder whether i should call my mum... Mm, no, i will not tell her i got payed by someone for a sexual text performance, not now.

After a few minutes, he contacts me again, teleporting me to a very sexual area.  He found some plugins, to have sex in a more visual way. The game infact is evocative, the ambient is not realistic. That was what i like, the brain power instead of the projection.

I am not anymore in the mood, actually i am now concern about my karma and the coincidence of attracting the same type of person i do in real life.

I was actually willing to have anyone, so it must be their problem, if they get magnetized by me. But i am not sure.

Finally my friend comes back, while i am starting a new session of sex with my developer, just because it is a new story and i do not feel like saying NO. I try out a couple of sentences in dutch, to be funny. Here in these pictures you can see some plugins in action.

My attention is stolen by this material person entering the door, my computer, exhausted crashes, and i leave there my new lover fucking alone the ghost of my avatar.

The day after, in the morning, i find two messages from him in my mailbox. Here is an abstract from the second:

Hi Elanor, I guess this is a check to find out if I am real, guess what, I 
 am ;o) Hey I loved our conversation the other day, pity though that you left while we were in  full action, hope to see you again soon
 

and, the day after, the third:
Hi Elanor, I am just checking what this does, and if it possibly would work,
 so how are you?
 


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