xname

REBUS

— Posted by xname @ 22:40

View from my room in Milan, in the house where i grew up. August 2006.

 

This is a view form the room where i grew up, in my parents house in Milan.

This picture was taken during hot summer 2006, on August, in a deeply isolated environment. This was before his death, in the suburban area near the cemetery.

'W SADDAM', says the text written in red over a wall, in an industrial street.

The dictator is like a football team, he has fans.

A definition about him form wikipedia:

"Hussein was widely regarded as a "master of survival," making any assassination attempt difficult. He supposedly made use of body doubles, who have reportedly had plastic surgery and learned his mannerisms. He shied away from public appearances, preferring to use doubles for any such events..."

The Body Double, a sort of non-self, image without body, or body as pure, mere image, significant without referent. A contrary position from the iconoclastic idea of 'non-image' bare belief. Here the image is already a commercial product, can be spread, shown, copied. It does not have to be truth, it is representation.

The body becomes sacred, hidden, preserved, unreal.

The fake image supplants the actual appearance, which is, in a sense, protected, secret, obscured. The material person defend *self through a nomadic practice and a symbolic interface between private and public.

Again from wikipedia, a fragment of the explanation of the word Simulacrum:

"(plural: simulacra), from the Latin simulare, "to make like, to put on an appearance of", originally meaning a material object representing something ... By the 1800s it developed a sense of a "mere" image, an empty form devoid of spirit, and descended to connote a specious or fallow representation ... the French social theorist Jean Baudrillard gave the term a specific meaning in the context of semiotics, extended from its common one: a copy of a copy which has been so dissipated in its relation to the original that it can no longer be said to be a copy. The simulacrum, therefore, stands on its own as a copy without a model..."

 Here we reach another level, the copy, the symbol, the image that stands for itself, 'killing' the real with its appearance, the new mediated reality taking over the old material body and spirit.

 Off course Saddam did not want to be killed.

But where is the rebus?

 The question is the following: what was going on in the mind of the writer/painter/poet/unemployed who expressed the sentence 'W Saddam' in a  desolated street of Milan. I have been thinking of it for quite a while. When i went back in town, at the end of December, Saddam was about to be executed.

In Milan, nothing was changed:

View from my room in Milan, in the house where i grew up. January 2007.

 So what is the message?

I theorized today, traveling on a train, that it is a desperate denounce of the dirty, hypocritical freedoms that corporative neoliberalism is offering with a iced smile to this groaning world.

 

God is dead!Saddam (?), or one of his Body Double (?!) or ...

 


GOLA PROFONDA

— Posted by xname @ 18:20

Altro che gola profonda. A volte la vita ti si para davanti come un gigantesco imbuto, pieno di merda.
E non c'e' verso. Tanto per cominciare la mia bocca e' troppo piccola rispetto all'imbuto. E poi, ad ogni modo, il volume del mio corpo e' decisamente minore a quello di tale mole di escrementi.

Da tre giorni non esco di casa, da una casa in prestito, tra l'altro. Aspetto.
Sole, pioggia, pioggia, sole, pioggia pioggia.
Per me e' uguale.

Mi chiedo quale sia la posizione di colui che regge l'imbuto...
Sara' completamente sporco di merda anche lui?
O almeno, qualche spruzzo gli ha macchiato il viso?
E le sue mani, non sono forse chiazzate da un'onta indelebile?
Penso al Macbeth, alla mia ira, a colui che porge l'ennesima offesa:  

    "...Come, you spirits
    That tend on mortal thoughts, unsex me here,
    And fill me from the crown to the toe top-full
    Of direst cruelty! make thick my blood
    ...
    Nature seems dead, and wicked dreams abuse
    The curtain'd sleep;

    Will all great Neptune's ocean wash this blood
    Clean from my hand?

    ...

    My hands are of your colour; but I shame
    To wear a heart so white
.

    ...

    blood will have blood:
    Stones have been known to move and trees to speak;
    Augurs and understood relations have
    By magot-pies and choughs and rooks brought forth
    The secret'st man of blood. What is the night?

    Here's the smell of the blood still: all the
    perfumes of Arabia will not sweeten this little
    hand. Oh, oh, oh!

    ...

    What, will these hands ne'er be clean?--No more"

Read blood as shit, e capisci bene di che vado cianciando.
Insomma, magra consolazione, quella di colui che s'acquieta augurando al proprio         carnefice una slogatura al polso. Eppure la rabbia e' un sentimento che non porta da         nessuna parte. Non e' dolce, creativa, come la tristezza. La rabbia e' distruttiva, e la     prima vittima e' chi ne e' investito, non colui che la provoca.

C'e' chi dice la vendetta sia un piatto da gustare a freddo. Io non sono vendicativa, o     almeno cerco di non esserlo,  perche' in genere le arrabbiature mi passano in fretta, e     dunque non vale la pena di perdere tempo in dispute.
A freddo, poi, non ci penso neanche a banchettare con quel piatto prelibato che purtroppo   non mi va piu'.
Esclusa la vendetta, cosa rimane, se non l'indifferenza, o l'atarassia?

Ci provo.
Eppure sento il mio sangue pulsare, gli occhi mi si gonfiano, le mie mani tremano.
Le orecchie ronzano, la vista si annebbia, sto forse per svenire?

All'improvviso odo i canti delle mie antenate, voci di donne urlano lamenti giambi e         litanie.
Mi giro, non vedo nessuno.
E' una comunicazione dall'interno, capisco.
Mi inginocchio e guardo il cielo, tocco la terra. Mi figuro e posiziono in quello spazio di     mezzo, lo spazio del salto e del volo, quello stato in cui avvengono i miracoli, e dove,     nella capoeira, lo spirito entra nel gioco e i corpi non sono niente altro che pianeti, e il     meccanismo tridimensionale gira, gira da solo, come un orologio umano.

Sono voci in greco antico, latino, italiano, quelle che ormai rimbombano e mi fanno bruciare il pensiero.

"Non posso sopportare questo peso, non tollero tale offesa..."

"Bambina...", sussurra una voce calda, familiare, dentro di me. "Fermati, non pensare piu'. L'immaginazione ti ferisce l'anima. Il dolore ti consuma."

"Non e' immaginazione, e' la verita', e mi si mostra agli occhi in tutta la sua bassezza, e mi taglia come una lama"

"Verra' un giorno..."

"Non ci credo!"

"Verra' un tempo..."

"Nooooo"

"Diminuisci cio' che e' troppo, accresci cio' che e' poco"

"Ehy! Stai parlando di soldi e spese?"

ZOT!!

Oh... Ahi. L'ho fatto di nuovo.
Ogni volta che qualcuno scende dal cielo per aiutarmi, lo sterilizzo con la mia ironia abrasiva. E via, e' gia' tardi.

Diciamo che ho un rospo in gola.
Diciamo che non riesco ad ingoiarlo.
Cosa si fa in questi casi?
Un arto in putrefazione andrebbe tagliato...
La vita in genere aggiusta tutto da sola, non appena le si lascia fare.

Ma una domanda, molto semplice, continua a girarmi nel cervello:

"Perche' tanto odio?"





VITA DA BAMBINA

— Posted by xname @ 18:49

Back in Amsterdam, after two long days offline!

A problem is arising: i have this post in mind since my last night in Milan. I have been thinking of it in italian. And now, like a toilette flush, italian is washed out of my brain (that jelly thing behind my eyes), and i feel like writing in english. I have a moment of doubt: what shall i do? I will refer to facts that happened in italian, and i would like someone, who does not speak english, to read this post. For a few seconds, i cannot decide. What kind of IBRIDO will this diary be? Is it a good idea to mix two languages in the same post? I stand up, flush the toilette again, trying to get inspired by it. I understand i will not decide. I sit down. I start writing. It is in english, my spaghetti english ;p 

Soltanto una persona ha letto questo diario davanti a me. Ahahaha. "Che ne pensi che ne pensi che ne pensi???" ... "Eh, paura del sesso?" ... "Hai detto sesso?" ... "Si ma..."

Insomma, no, non sono insicura, sono in loop, come sempre poco prima di un viaggio, un ritorno. Torno a casa. La mia stanza mi aspetta gelida, non riscaldata. Gioisco tra me del buco nell'ozono (molto amato dagli squatters europei) e penso a cio' che mi aspetta... E' tutto molto bello, molto interessante, molto complicato. Come me. Un po' troppo forse.
E allora aleggio nella tua stanza/casa seguendo il ritmo della musica che mi suona in testa. La tua playlist non mi piace. Il tuo tango, al momento, non ci sta. La notte avanza e noi continuiamo a trafficare, io bevo acqua e tu vino, parliamo di questo e quello, una installazione un video uno scritto, e qualche storia personale. Mi mostri il blog di tua figlia. Io mi metto il maglione.
"Perche' ti copri?"
Ho freddo, e inoltre mi sento completamente nuda. Questo pensiero non diventa parola. Non voglio istigare: la nudita' non e' un concetto fisico, ma un processo spirituale. Mi sento sempre nuda la prima volta che mostro un lavoro a qualcuno. E tu hai visto un video inedito, qualcosa che non aveva ancora mai superato la barriera dei miei occhi. Mi hai detto:

"Questo e' un lavoro bellissimo, e ti ho gia' detto troppo".

booting_02booting_02

L'arte e' incredibile, mi spoglia. E mi completa. Senza quella, sarei rovinata. Hai capito, hai capito tutto al volo: vedi le connessioni, le potenzialita', gli sviluppi. 

La notte prosegue, le sostanze finiscono, e' forse ora di andare. Sicura? Si :D 

Decidi di mostrarmi qualcosa, inizi a cercare tra pile di libri, dentro ad un armadio...

Aspetto fiduciosa, e... "Ce l'ho, ce l'ho" dico eccitata!

VITA DA BAMBINA

Phobe Gloeckner.

Che bello, non puoi capire quanto sia stato importante per me questo favoloso libro di Phoebe Gloeckner, pubblicato in Italia dalla TOPOLIN

Phobe Gloeckner.Phobe Gloeckner.

 Mi rilasso, vado via. 

Il giorno dopo rileggo l'intero fumetto, e nella notte, durante i miei deliri da insonne, le storie di Phobe sono ancora con me, mischiate alle mie, agli altri... 

xname and Phoebe Gloeckner.

Parto.

Infilo in borsa un altro pezzo di me, un oggetto da collezione. 
In questa vita di viaggi, separazioni, scoperte e mancanze, e' ancora importante il feticismo, il conforto di cio' che conosciamo, che ci ha formati... Il potere della memoria tangibile, le nostre estensioni materiali.

 


fragments of noise

— Posted by xname @ 19:50

Yesterday stream was a real mess, due to some problems in radio onda rossa with opening the .ogg stream file :(

The first time is always the more difficult, we all know.  So i could not play as happily, troubled in communication issues.

My set was what you can see in the picture in previous post: i was using a 'Gemini Special Edition' mixer (thanks to my friend Slicer for borrowing it), and 3 channels: one was a mic, that was capturing an analogue progressive tape played by an old cassette player. The second channel was pure data (pd plus pidip), i played a patch i made lately, called NOISEZ. The 3rd channel was coming out from the same laptop, from a different audio card, and that was a mix of viodeolan and other audio players. The output of the mixer was entering again in the same laptop (i have got one), and the audio-in device was streamed out on r23 icecast server.

I  used live generated sounds, some loops i made, some loops form Slicer, some of my favorite tracks, the sound of my father knocking the door, ubik barking. All mixed in my delirious style.

When the stream was finally opened, Tizzja was remixing and re-broadcasting on air in Rome. A couple of people phoned the radio to congratulate :D

Offcourse, we'll do that again ...

I manage to record only the first part, when i was about to play.

Here it is:

http://squat.net/~xname/radioubique/radioubique_20070109_1858.ogg


(the bells you hear are from my obsession track of last autumn: Senorita Tristeza ... i remixed it so many times, in any way. I cannot listen to music just as it is)

Hyama was trying to record all my stream, but videolan fucked it up: we got only the very final beats, when i was already kind of entertaining a friend coming to visit.

Would you like to listen? really??

http://squat.net/~xname/radioubique/xname_complesso_di_elettra.ogg


if someone is very very interested in checking my pd patch, ask me with a comment, i am to shy to upload it now, it is so bizarre and cabalistic ...

In few words it is a combination of 9 main noises, and 3 sample players. 7 noises are completely generated by numbers (here is the cabala), no samples, no tracks (pure tricks). 2 are are done with the cooled object, unauthorized pure data (a big hug to yves!)


SenoritaTristeza

— Posted by xname @ 14:06

Io di lettere d'amore ne ho ricevute molte, e scritte poche. O almeno cosi' mi sembra. Forse perche' quelle che ho scritto io le conservano altri, forse perche' tra quelle a me dedicate ce ne sono alcune che non ho neppure mai letto, ancora chiuse e sigillate, intatte in qualche scatola nella polverosa soffitta di casa dei miei. Che crudelta', potra' pensare qualcuno. Eppure, ragazzi, quando e' troppo, e' troppo. L'amore che genero, quello che ho vissuto, e' sempre un po' malato, caratterizzato dall'ossessione, da una o entrambe le parti.

In genere diffido. Forse sono uno di quegli esseri che non presuppone l'amore, ne' se lo aspetta. Il rispetto si, quello lo esigo. L'amore invece mi sorprende sempre, mi trova impreparata, stupita, dubbiosa. Perche' mai qualcuno dovrebbe amarmi? E' uno stato dell'anima. Non siamo conigli, e non siamo tutti uguali. Dunque, quando qualcuno si dichiara a me, mi chiedo:
1_Perche?
2_Che cosa vorra' da me?
3_Cosa sta dicendo in realta'?

due di picche

Vivendo all'estero tutto diviene ancora piu' confuso, poiche' in italiano conosciamo bene la differenza, necessaria e fondamentale, tra 'amare' e 'volere bene'. Gli inglesi, che ai dettagli badano poco, usano sempre una sola, maledettissima, parola: love love love.

La notte di natale, ad Amsterdam, diversi uomini mi hanno urlato, ubriachi, "I love you"

"I LOVE YOU - I LOVE YOU"

Io, che avevo un occhio nero, le ginocchia sfasciate e un mal di testa da Gong! nel cervello, ero attratta soprattutto dal gulash, lo spezzatino, al quale mi avvicinavo di soppiatto ogni mezz'ora.

xname


Nel delirio collettivo, ho provato a ballare sul tavolo con un ragazzetto etereo, amabile e sfuggente. Mi abbraccia e mi dice "e' il nostro momento, we dance on the table". Io mi lancio, chiedendo scusa alle mie ginocchia, sapendo che neppure stavolta gli avrei scoccato un singolo bacio. Balliamo. Cerco gli occhi. Niente. Allora mi avvicino, protesa verso un contatto fisico. Fratello, non sono in trance, se balliamo assieme, o mi guardi, o mi tocchi. Niente sesso, siamo inglesi. Allora mi abbraccia, e mi dice "non aggiungere complicazioni nella mia vita: tu per me sei come il ragazzo con cui abiti, quando esco con lui, balliamo cazzo contro cazzo (e mi mostra lo stile, mentre io mi trovo a simulare un paio di passetti da sparviero), ma poi niente, non si fa niente. Non facciamo sesso nel bagno. Sono perplessa, scendo dal tavolo, poi risalgo, gli dico "guarda che non ti avevo chiesto nulla". Comunque riconosco un fatto: il 'dick' io non ce l'ho. Amico, forse hai bevuto troppo. Fade out.

Alle dichiarazioni di quella notte, non ho creduto. Eppure, tornata a casa, quando, con immensa gioia, ho visto che qualcuno aveva riparato il 'geiser' dell'acqua calda, mi son detta: "forse e' vero, hanno ragione loro, c'e' ancora amore a questo mondo".

chequepoint, damrak 16.

Perche' parlo d'amore? Non se ne e' gia' parlato abbastanza, in secoli di poesia e cavalleria?

Secondo me oggi non se ne parla abbastanza. O forse si parla d'amore, ma non mi ritrovo nel dibattito contemporaneo sul sesso. Tutta questa liberazione, per quanto necessaria, mi sembra stia portando verso il nulla, la vedo superficiale, vuota. Mi riferisco a tutto il business queer, all'underground trasgressivo, alle girlswholikeporno etc etc etc

Insomma, va bene, masturbiamoci, scopiamo, facciamo orgie. Ma non e' cosi' importante. Non venitemi a dire che queste sono le tematiche attuali che la forma della cultura, e la contro-cultura, producono. Ragazze, c'e' molto altro da dire. Ma ok, ognuno fa quel che puo'. Mi piace l'estetica sadomaso, e forse anche l'etica non e' sbagliata, nel senso che in genere tutto cio' che accade, per quanto sia un gioco ibrido tra piacere e dolore, e' consenziente.   

Tuttavia ritengo il sesso, si proprio il sesso, un'esperienza fortemente spirituale. E questa realta', questa pratica che e' un linguaggio, una comunicazione per spingersi oltre e comprendere altro, appare sempre piu' ginnica, agonistica, priva di significati altri.

Forse parlo cosi' perche' ultimamente mi eccita soltanto il mio computer.

Forse parlo cosi' perche' in questo periodo non sento molte pulsioni.

Forse ho scopato abbastanza, e mi sono liberata. Oppure sono repressa, e non ce la posso fare.

Nel dubbio, sempre il giorno di natale, sono andata, con molta ironia, a fare shopping nel quartiere a luci rosse. Diciamo che in effetti ci abito dentro, diciamo che sono single, e che, abitando in una casa composta interamente da transgenders, sono stata sollecitata, tra un singhiozzo ed un compianto per il mio cuore per la prima volta infranto, a coltivare e sperimentare nuove incredibili volutta'.  

Dunque, approfittando delle mie sembianze alquanto smostrate, con l'occhio nero, una gota insanguinata e la parte destra del labbro malamente rigonfio, mi sono addentrata con un asimmetrico sorriso tra i denti nei vicoli del REDLIGHT. Mi guardo un po' attorno, i sexi-shop, le vetrine, la clientela, i commessi. Mi conquista il concetto di BUTTPLUG, che tradotto in italiano sarebbe una spina nel culo. I plug my butt, i plug my computer, i plug. Fantastico, ma non e' quello che voglio. Comunque identifico il mio negozio, l'ultimo sexy-shop della zona, proprio di fronte a casa mia. Entro. Ci sono solo uomini. Meta' del negozio e' composto da video cassette, nell'altra meta' ci sono 'attrezzi' di vario genere. (Gli uomini sono tutti nella meta' delle video-cassette...) Mi incuriosiscono le palline vaginali, non ho mai capito bene come funzionino, ma fanno parte, credo, dell'antica tradizione asiatica, e loro, a quanto si dice, ne sanno. Osservo i vibratori, con attenzione, uno per uno. Prezzo, dimensioni, colore, batterie in dotazione etc. Mi sembrano tutti piuttosto piccoli, a parte alcuni costosissimi che sono davvero giganti e sproporzionati. Ci penso un po', e sono cosi' assorta che non mi accorgo, sino a quel punto, di aver catalizzato l'attenzione dei presenti. Sorrido. Ridotta come sono, mi han presa per un'esperta. Infatti mi guardano con rispetto. Torno ai vibratori. Decido, strategicamente, di comprarne uno. Il ragionamento e' il seguente: innanzi tutto non ho mai provato, a parte una volta da ragazzina, quando ne ho trovato uno in casa (?!), e ci ho giocato un po' con il mio fidanzatino. Ma era un modello arcaico, nulla a che vedere con le forme anatomiche e scintillanti che ho davanti agli occhi. Stai a vedere che sto giro riesco a debellare la mia inappetenza sessuale, mi dico fiduciosa. E poi, se questi aggeggi mi paion piccini, posso sempre chiedere ad un amante di usarlo in combinazione con il suo, e 1 + 1 fa 2, che e' un numero piu' grande di uno. Convinta dalla matematica, prendo in mano i due vibratori piu' belli e, dopo un minuto di concentrazione, scelgo il mio: il piu' economico di tutti, di plastica rosa-fucsia-trasparente, ad una sola velocita' (quella ottimale, reclamizza la scatola). Mi avvicino alla cassa con pallette e vibratore, sentondomi anche io, nell'onda del consumo, toccata dallo spirito del natale: improvvisamente piu' buona, quasi ottimista. Il cassiere, affascinato, mi chiede in dutch: "Posso farti una domanda?" ... "Bhe si", rispondo in dutch. "Di dove sei?" ... "Ah, sono italiana" ... La conversazione da qui continua in inglese: "Ehhh, dev'esser molto diverso laggiu', che ne pensi?" dice, alludendo forse al mio occhio nero. Io sul momento capisco male, e credo si riferisca alla misura dei vibratori... come ha fatto a leggermi nel pensiero? Poi mi sveglio, e rispondo ammiccante, "eh si, e' diverso, molto diverso..." Sto per pagare, mi ricordo che mi sento piu' buona, afferro una frusta in esposizione sul bancone, mi colpisco la mano davanti a lui. "Prendo anche questa, pago con la carta".  

Abbandono il negozio, smetto di essere quel personaggio che ha raggiunto molteplici orgasmi, mentre qualcuno la piacchiava (in verita' credo di esser caduta, ma non ricordo nulla). Torno a casa, e in cucina racconto ai presenti la mia avventura, mostrando loro solo la frusta, che suscita l'invidia e l'ammirazione di tutti. Ma tu guarda...

Insomma, tornando al romanticismo, alla spiritualiata', ed alle lettere d'amore, ne ho ricevuta una, di recente, tanto bella,  tanto dolce, in spagnolo. Inizia cosi':

parece que el tiempo i el espacio nos han jugado una broma pesada ...  


Questa frase mi piace immensamente, mi fa pensare alle leggi della fisica, mi fa pensare ad un video in bianco e nero che ho fatto qualche anno fa in linguaggio Pascal.

abstract
 

Mi immagino lo Spazio ed il Tempo, due signori barbuti, seduti su una nuvola a giocare a scacchi. E, se guardi bene, la scacchiera e' composta da tante piccole scacchiere, che contengono a loro volta tante piccole scacchiere, e in una di quelle, seduto su un riquadro, ci sei anche tu!



README

— Posted by xname @ 11:36

This is my secret diary.

I never had a proper 'secret diary'.

This is my secret diary


I always liked writing, but every time i had something to express, before taking the shape of a personal story, it was transforming itself becoming narrative, absurd, poetry, fiction, fantasy, horror...
In any case, it was someone else's story.
(Some of this material, i will upload eventually).

I have been writing since i learned how to. The few pages i wrote about myself, in a classical intimate style, rendering my desires and expectations, my delusions and loves, ended into fire. It was cathartic. I used to make that in a solemn and empiric ritual, dispersing the ash in the sound of the toilet, symbol of the sea.

I had many notebooks, 'quaderni', with drawings and projects, ideas, sentences, isolated words, potential signs. At the moment i have two that are always with me. One is real magic, a present from my sister, related to Ghana. Everything you write on it, it will happen. I use it mainly for technical means, terminal commands, programming mantra, performances or installations, and few visions.

This diary will follow my thoughts. It does not have to be interesting for the Observer. The Observer is nothing but a voyeur, the user is not necessary.

That is why this section will be a mix of italian, english, leccese, compromised slang, street tales, dutch taal, spanish intuicion or turkish or arabic.

So be patien if you don't understand, if you have a question, if you do not like it.

The Net is big enough.

 


xname vs "Il Complesso di Elettra"

— Posted by xname @ 03:59

Tuesday 9th January 2006

18:30 - 19:30 "Il Complesso di Elettra

Radio Onda Rossa 

Rome - 87.9 FM 

Everywhere -  http://stream.indivia.net:8000/ondarossa  

xname's puredata liveset from Milan is here:

Milano, set up for Milano, setup for

http://stream.r23.cc:2323/ubique.ogg 

play it with videolan!

 


this is radioubique

— Posted by xname @ 02:50

Sometimes you can find delirious streams here:

http://stream.r23.cc:2323/ubique.ogg

play with videolan!

radioubique's testimonial, ubik!radioubique symbology.

 


New Year, Second Life

— Posted by xname @ 07:23

Second Life non e' la mirabolante vita che si apre con questo favoloso nuovo anno, bensi' il titolo di un grandioso e mostruoso 'video-gioco' online.

"An online society within a 3D world, where users can explore, build, socialize, and participate in their own economy..."

xname in second life.
 

Insomma Second Life e' una societa' virtuale, autonomamente costruita dai suoi residenti. In questo continente digitale in evoluzione esiste la proprieta' privata ed e' possibile utilizzare il vile denaro. La moneta ufficiale di questo mondo e' il Linden dollar, convertibile in US dollar presso banche di cambio sparse online.

Se il denaro e' in fondo una entita' virtuale di per se', poiche' infatti non esiste per se' stesso ma solo in quanto valore di scambio, astrazione, in Second Life il denaro diventa il fatto reale, cio' che rende questo mondo simile al nostro. 

Che cosa significa possedere terre virtuali? Che influenza puo' avere l'introduzione di questo plus valore (o non-valore) sull'economia mondiale?

Se la merce non esiste piu', il denaro invece c'e', e continua a girare come in un vortice, che, nn portando a nulla, si genera e degenera. 

 "Dato che i residenti detengono i diritti delle loro crezioni, questi possono comprare, vendere, scambiare con altri residenti..."

Dalla sua apertura al pubblico nel 2003, questo mondo digitale a 3D e' oggi abitato da un totale di 2,293,790 persone provenienti da diverse parti del mondo. Nelle ultime 24 ore sono stati spesi, in Second Life, US$ 920,255.

Make real money in a virtual world.
That's right,
real money.

applauso

Si parla di IP rights, proprieta' intellettuale e protezione dei diritti sul contenuto digitale. Ma non eravamo entrati nell'era del Creative Commons e del No-Copy-Right ?

Own Virtual Land, possiedi terra virtuale, pubblicizza il sito: land is for everyone, la terra e' per tutti. "Entra a far parte della storia, acquista della terra e sviluppa il tuo pezzetto di Seconda Vita"

Dunque, vediamo:

$ whois secondlife.com

e voila':

Registrant:
   linden research, inc.
   1100 sansome st.
   san francisco, CA  94111
   US


 La California... chi lo avrebbe mai detto ;p

Ed ecco, grazie a google, la pagina del Lindenlab, dove possiamo leggere un gustoso about:

"Linden Lab is a privately held company established to develop an extraordinary new form of shared 3D entertainment ... Linden Lab offers a truly collaborative, immersive and open-ended entertainment experience"

Attenzione all'uso delle parole: share, collaborative, open... le parole sono importanti.

"Founder Philip Rosedale is the former CTO of RealNetworks, where he pioneered the development and deployment of streaming media technologies. Linden Lab is funded by a group of notable early stage investors including Mitch Kapor, founder of Lotus Development, Catamount Ventures, and Benchmark Capital."

Da notare che Mitchell David Kapor ha fondato nel 2002 la  Open Source Applications Foundation ed e' stato presidente della Mozilla Foundation sin dal 2003.

Insomma ci sono tutti, Pippo, Pluto e Paperino. I buoni sono sempre piu' buoni, ed anche Topolino scopa (beato lui).
 

leopardi 

 

 

 

 

 Il cittadino va intrattenuto, divertito, tenuto occupato. Tutti siamo artisti, e creatori. Il mondo digitale apre nuovi, infiniti mercati e noi, tenendo stretti stretti i nostri 'diritti' di proprieta' privata ed intellettuale, sappiamo che questo nuovo anno non sara' migliore del precedente. 


Congratulations!

— Posted by xname @ 18:42
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